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giovedì, 29 maggio 2008

La cultura di comunicazione e il venditore di tappeti


Mi piacerebbe capire se il problema della "negoziazione esasperata" (uso un eufemismo...) che il cliente grande o piccolo che sia, si sente autorizzato a fare, mercanteggiando in una forma che a volta diventa quasi surreale, è un problema comune del nostro sempre più inflazionato e maltrattato settore, come mi pare di capire chicchierando con amici e colleghi che operano anch'essi nel settore della comunicazione, o se invece è un problema che colpisce indistintamente, anche altre categorie di professionisti.

La mia personale impressione è che da vent'anni a questa parte, il ruolo dell'agenzia di comunicazione, si sia via via abbassato al rango di un qualsiasi fornitore di commodity aziendali, senza che vi sia particolare attenzione alla metodologia di lavoro, alla sua qualità complessiva, al valore e all'efficienza del personale impiegato e alla qualità delle proposte creative realizzate e dell'impianto strategico ipotizzato.

In quello che rischia di diventare un blob indistinto che unisce il "ragazzetto smanettone" di internet, al grafico che lavora da casa, per giungere alle strutture multinazionali con centinaia di dipendenti, tutto alla fine sembra fondamentalmente piegato alla logica del...."quanto costa?".

Con il paradosso che il cliente a volte, anche dopo avere svolto una gara, in cui ha messo a confronto strategie, creatività, piani media  e ipotesi di budget complessivi,  si sente legittimato a scegliere la proposta che giudica più idonea, MA...
...a pagarla quanto gli offriva chi ha fatto l'offerta più bassa. 
 

Alzi la mano chi non ha mai vissuto una situazione di questo tipo.

Segno dei tempi, forse.

Ma anche di una mancanza di cultura di comunicazione che a volte atterrisce, tanto è dilagante.

Al di là dello sfogo, che rischia di restare fine a sè stesso, mi chiedo se esista una possibile via d'uscita a questa situazione.

Mi viene da pensare anzitutto ad un'azione più convinta da parte delle diverse Associazioni di categoria, affinchè promuovano in prima persona incontri tematici, tavole rotonde, convegni, seminari, simposi, tavole rotonde e quant'altro.... per favorire un innalzamento della cultura di comunicazione da parte delle imprese e, in particolare di tutti i referenti d'azienda coinvolti nel processo di gestione della comunicazione aziendale.

Da questo punto di vista ad esempio, ci si trova fin troppo spesso (anche in aziende e organizzazioni di medie e grandi dimensioni, per numero di dipendenti e di fatturato) che ignorano anche i più semplici processi che sottostanno alla realizzazione di un progetto di comunicazione.

Credo anche che sarebbe necessario uno spirito un pò più "corporativo" da parte delle Imprese di comunicazione, per promuovere un comportamento deontologico basato magari sull'adozione di tariffari, almeno per certi servizi,  che facciano da riferimento non solo per le Agenzie ma anche per i Clienti (...ricordate il caro vecchio tariffario Assap?)

E infine, ad ognuno di noi che cerchiamo faticosamente di portare avanti questa attività, spetta il compito di tentare di far percepire il valore del nostro ruolo, anche in relazione al valore della marca che il cliente vuole promuovere.

Compito ben arduo considerando quanto detto sopra....ma  su cui io continuo a insistere.
Sognatore inguaribile?

Forse. Ma arrendermi a certe logiche, mi risulta davvero inaccettabile. Per fortuna!

Io continuo a pensare che l'agenzia non sia un bazar, ma una struttura di specialisti, capaci di dare valore alla marca, di renderla memorabile e desiderabile per i consumatori, di promuovere servizi, di trovare soluzioni efficaci e innovative e anche, di togliere anche un bel pò di problemi ai clienti.

Vi pare poco?

GmBlue

 

postato da: GmBlue alle ore 18:23 | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 28 maggio 2008

Cerchi il Giusto Lavoro??

Lavoro interinale
Lavori sbagliati

Davvero bella questa campagna quasi interattiva per la
"JobsInTown", neonata agenzia di collocamento... lo spazio
media è stato sfruttato con intelligenza e originalità e l'idea
è perfettamente attinente al tema. Complimenti davvero
ai creativi e...a tutto il reparto Media!!
PBlue
postato da: PBlue alle ore 23:43 | link | commenti (1)
categorie: creativitĂ 
lunedì, 26 maggio 2008

SPOT censurato in America


...strani questi americani, eh?
postato da: PBlue alle ore 09:19 | link | commenti (2)
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martedì, 20 maggio 2008

Ma perchè non c'è il Club degli Account?

Una delle cose che mi sono chiesto tante volte, è perchè non esista (almeno che io sappia) un’aggregazione di categoria, specifica per gli Account, così come esiste l’Art Directors Club.

Insomma a ben pensarci, all’Account sono richeste un bel pò di abilità e di capacità: strategica, progettuale, di presentazione e di negoziazione, di coordinamento e project managing, di relazione con il cliente e il team interno (creativi, media, produzione), di controllo economico e di supervisione della qualità complessiva del lavoro.

Come mi è stato insegnato una ventina di anni fa, quando ho intrapreso la professione del pubblicitario (e specificamente dell’Account…..ma va???), l’Account è the 2nd best man dell’Agenzia. In altre parole c’è sempre uno specialista (creativo, media, planner, responsabile di produzione) che ne sa più di lui nel proprio campo specifico, ma dopo di lui, l’Account è la persona che deve saperne di più, per poter dialogare efficacemente con le diverse funzioni dell’agenzia.

Se tutto questo è ancora vero e se, per di più, all’Account sono spesso delegate (almeno in parte) anche funzioni di sviluppo del new buisiness, tema questo complesso e articolato che spero di dibattere prossimamente,  non capisco perchè non si possa ambire a costituire un Account Club dove far convergere esperienze, buone pratiche, stimoli e aggiornamenti che possano servire ad innalzare la professionalità di tutti coloro che svolgono questo ruolo così stimolante e complesso.

Esistono altre Associazioni, come la TP o l’ACPI ad esempio, che in qualche modo assolvono a questo bisogno, ma forse si potrebbe fare di più.

Per creare una maggiore consapevolezza, per stimolare la crescita, per innalzare la cultura della comunicazione d’impresa.

Per concludere, anni fa, parlando con un Direttore Creativo nonchè titolare di un’Agenzia, questo mi disse che a suo avviso il Reparto Creativo è la locomotiva dell’Agenzia. Vero, gli dissi, ma il Reparto Account è il vagoncino del carbone, più defilato e meno esposto alla luce dei riflettori, ma senza il quale anche la locomotiva più scintillante, inesorabilmente…..si ferma. 

postato da: PBlue alle ore 18:08 | link | commenti (5)
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venerdì, 16 maggio 2008

Spot Agire x l'Emergenza Birmania


...anteprima esclusiva dello spot realizzato a tempo di record
dall' agenzia Blue Communication, per raccogliere fondi per
l'emergenza del Ciclone in Birmania. Sarà On Air da giovedì...
postato da: PBlue alle ore 22:36 | link | commenti
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mercoledì, 14 maggio 2008

Lambretta PATO: oribbile!!!

Mi sembra di essere tornato all'Anima brutta del Carosello a vedere spot vecchi, datati e ovvi come questo, fatto per la Lambretta (?) PATO e oggi on air nella nostra TV del 2008.
Ma si può dico io? Ridatemi Calindri del Cynar!!!!!! Guardalo qui:

http://tgcannes.advexpress.it/(iuzlwkiy4hjdoa45kpektdii)/media.aspx?id=86086f2c6c8c48139eeb8602b82367ab
postato da: PBlue alle ore 10:27 | link | commenti (1)
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lunedì, 12 maggio 2008

Dubbio


Urge qualche nuova idea
perchè sennò il blog, così
non ha senso che resti vivo.
("vivo" per dire...).
Parliamo di idee? di creatività?
di anticipazioni? di Gossip?
qualche suggerimento?

postato da: PBlue alle ore 08:17 | link | commenti (1)
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